g e o b i o l o g i a . i t

G.Lakhovsky: la radiestesia

lakhovsky

È molto difficile per noi essere d'accordo con Lakhovsky.
Wikipedia ci informa che l'ingegnere "Georges Lakhovsky (Minsk, 17 settembre 1869 –New York, 1942) è stato uno pseudoscienziatorusso. Fu un controverso inventore e autore di libri. Divenne noto per una tesi non scientificamente riconosciuta riguardo una presunta comunicazione tra cellule per mezzo di alta frequenza, e per l'invenzione di "apparecchi" che a suo dire sarebbero stati ipoteticamente in grado di guarire neoplasie. Queste tesi sono considerate scientificamente confutate e sono solo di importanza storica. Alcuni concetti di medicina alternativa continuano tuttavia a fare riferimento a Lakhovsky, ed esistono produttori che continuano ad offrire modelli degli apparecchi di Lakovsky (detti "oscillatori multi-onda", MWO, Multi-Wave Oscillator)".

I suoi attuali estimatori invece considerano ancora valide le sue asserzioni e vendono "apparati antidisturbo" simili ai suoi "circuiti oscillanti": "Stimati professori sperimentarono le sue teorie vibrazionali con bracciali, collane, cinture da lui ideate, prodotte con filamenti a treccia di metalli diversi, atti a riequilibrare l’oscillazione cellulare. Lakhovsky potè lavorare assieme ai medici della Salpêtrière a Parigi, in quell’ospedale sperimentale ha potuto, attraverso le sue realizzazioni (specialmente tramite l’Oscillatore a Lunghezze d’Onda Multiple, da lui inventato), curare pazienti, affetti da forme tumorali, con esiti positivi, documentati anche fotograficamente".

I suoi epigoni trascurano di dire che, a differenza dei loro oggetti, i circuiti con cui lavorava Lakhovsky in ospedale erano collegati ad una batteria e quelli che vendeva erano composti di metalli diversi in modo da creare un potenziale elettrico utile, forse, alla persona che li indossava (il principio del resto era noto in origine ai Celti che indossavano i "torques", collari di metalli diversi intrecciati, per ottenere maggiore forza), non erano da tenere in casa contro le "onde nocive".
In fondo all'estrapolazione del suo capitolo sulla radiestesia abbiamo riportato una relazione tecnica di verifica sul funzionamento dei circuiti, del 1983, che rende evidente che prendevano elettricità da una batteria a 12 Volt ed emettevano frequenze al di là della forma dell'antenna (con diverse antenne o senza antenna le frequenze emesse sono le stesse) e che conclude che il funzionamento dei circuiti nell'alleviare o guarire malattie non è riferibile all'emissione di campi elettromagnetici tecnici. Di conseguenza la relazione ipotizza che il funzionamento dei circuiti fosse dovuto a "energia orgonica" sull'onda degli "accumulatori orgonici" di Reich.
Ora sappiamo che l'esposizione alle frequenze utilizzate da Lakhovsky è per lo più pericolosa, mentre altre frequenze biologicamente utili sono state selezionate per l'apparecchio MORA che può essere visto come il risultato finale degli input dati da più ricerche pregresse, tra le quali anche quella di Lakhovsky.

Naturalmente, invece di cercare di capire come è stato possibile ottenere guarigioni documentate di tumori alla Salpetrière pur utilizzando radioonde potenzialmente cancerogene, la scienza preferisce seppellire anche i circuiti oscillanti, come gli accumulatori orgonici, sotto l'etichetta di pseudoscienza intesa come ciarlataneria, mentre i radiestesisti che si rifanno al pensiero magico vedono bene di eliminare ogni batteria e proporre dei cerchi o delle spire di metallo (nemmeno di metalli diversi) che dovrebbero naturalmente "bonificare" da qualsiasi disturbo vaste aree delle case, cosa impossibile, dichiarata solo in virtù del loro utilizzo come amuleti.
Probabilmente una buona parte degli "oggetti antidisturbo" tuttora prodotti traggono la loro origine dai circuiti di Lakhovsky, così come molte idee assurde, comuni tra i radiestesisti, si trovano nei suoi libri.
Quasi tutte le affermazioni di Lakhovsky su argomenti di fisica, di raggi cosmici, di geologia e di rabdomanzia non si possono assolutamente condividere alla luce delle conoscenze attuali. Sicuramente era in buona fede, e un anticipatore per molti versi, ma è molto difficile trovare qualcosa di Lakhovsky con cui concordare. Proprio per questo è singolare che noi siamo in totale accordo con la tesi che espone nelle pagine riportate sotto, che purtroppo è ancora molto attuale.

 

Georges Lakhovsky: La Radiestesia
da "La natura e le sue Meraviglie" F.lli Bocca Ed., Milano, 1938

... Ritorniamo dunque alla radiestesia per mettervi in guardia dagli impostori che hanno, in questo campo, tanto più buon gioco quanto più difficile è il controllo.
Non soltanto i ciarlatani sono pregiudizievoli a quest'arte, ma forse ancor più i radiestesisti in buona fede, soprattutto quando, non essendo medici, pretendono tuttavia di saper fare le diagnosi meglio dei medici stessi. E io debbo riconoscere che la maggior parte di essi fanno, con il pendolo o con la bacchetta, diagnosi degne di considerazione. Ma pur ammettendo ch'essi non s'ingannino nella diagnosi, hanno, d'altra parte, la deplorevole abitudine di esprimere immediatamente, con rude franchezza, il loro giudizio al malato stesso. Essi arrivano anche fino al punto di dirgli talvolta che è in condizioni molto gravi, che la sua vita è in pericolo, che è affetto da cancro, tubercolosi, sifilide e che gli restano pochi mesi ancora da vivere.

Ora voi sapete quant'è delicato il compito del medico che esamina un cliente. Quando egli riesce a scoprire una malattia molto grave, non fa mai davanti al malato la minima allusione alla gravità della diagnosi. L'aspetto imperturbabilmente calmo e sereno, il suo viso spesso anche sorridente, il tono lieto della sua voce sono sempre rassicuranti e non tradiscono il pericolo.
Ma, in tale evenienza, il medico s'incarica, quando lascia il malato, di parlare del suo caso con un membro della famiglia al quale fa sapere, con molta precauzione, la gravità del male.
Non avviene la stessa casa con i rabdomanti e il fatto seguente ne è una prova:
Circa un anno fa, ebbi una chiamata al telefono d'un amico che mi disse: "Venga mercoledì prossimo a colazione da noi; abbiamo organizzato una colazione di radiestesisti, alla fine della quale verrà il famoso radiestesista  X ... Vedrà, sarà molto divertente e anche interessante".
Poiché m'ero divertito assai in una serata dello stesso genere, accettai naturalmente l'invito, anche perchè, come sapete, questa scienza m'interessa molto e io cerco ogni occasione per istruirmi.
Quando arrivai per la colazione, mi trovai innanzi a una compagnia scelta ed elegante tra cui ebbi a notare un alto funzionario d'un Ministero, un capo-redattore d'un grande quotidiano, un banchiere ben nolo, un letterato dell'Accademia Francese, un architetto, un attore celebre. Erano quasi tutti dilettanti della radiestesia, poichè quest'arte è divenuta molto di moda da alcuni anni.
Voi potete immaginare che essi non trovarono il tempo lungo. Durante il pasto non si fece che parlare di radiestesia e, naturalmente, ciascuno aveva un bel fatto riguardante il pendolo o la bacchetta da mettere in mostra.
Con l'aiuto del buon vino e della buona tavola, il pranzo fu tanto allegro e vivace quanto poco rumoroso verso la fine.
L'architetto levò di tasca il suo pendolo e rivelò la presenza di tre luigi d'oro nel portamonete del banchiere.

L'accademico, a sua volta, disse all'attore: - "Lei ha nel suo portafogli una lettera... cotesta lettera le è stata scritta da una donna bionda ... graziosa, in fede mia ... tante congratulazioni"-.
Così, davanti a ogni piatto il pendolo poneva delle interrogazioni silenziose: «Se gira a destra è buono, se a sinistra, meglio astenersi». Bisogna dire che comunque i convenuti presero di tutto trovando tutto succulento, e anche si servirono di nuovo. Da un esperimento all'altro si giunse presto al caffé. Fu allora che il maestro di casa annunciò il Signor X ... , il rabdomante famoso.
Non appena fu introdotto e presentato, egli si sentì in dovere di esercitare la sua arte. Bisognava vedere con quale premura tutti i convitati si gettarono su di lui; volendo ciascuno essere il primo a farsi esaminare.
L'alto funzionario - a ciascuno gli onori dovuti - fu il primo soggetto.
Io rimasi stupefatto di notare con quale incoscienza e leggerezza il rabdomante spiattellava successivamente e ad alta voce in pubblico i responsi riguardanti anche le cose più intime ch'egli era portato a formulare.
Io osservavo con grande timore la rapidità con cui la mano del rabdomante saliva, discendeva, esplorava tutti i punti del corpo del paziente, e il pendolo faceva le giravolte in tutti i sensi, come impazzito.
Naturalmente, l'operatore parlava ad ogni movimento del pendolo ed era come se il pendolo stesso dettasse la sua sentenza: «Oh, oh! il suo rene destro è in cattivissimo stato, è certo ipertrofico. Ella deve soffrire talvolta di coliche nefritiche. Quanto al rene sinistro, toh! è mobile. Molto male ... Lei deve avere spesso bisogno d'orinare ... Ah! è proprio ciò che pensavo: lei ha pure un'ipertrofia della prostata... Senza contare che io vedo nella parte superiore del polmone sinistro un piccolo punto congestivo che potrebbe finir male».
E niente fu più funesto di ciò. Quell'uomo fino allora in forza, pieno di buon umore, che aveva mangiato con grande appetito, si abbandonava su una seggiola e assumeva un viso da condannato a morte.
Venne la volta del capo-redattore. Senza indugio, quegli continuò: «il suo tubo digestivo è in cattivo stato. Il duodeno s'incunea nello stomaco. Vi è pure un'ulcera che potrebbe essere una lesione cancerosa. Quanto all'intestino, è certamente perforato ... e il legato, ah il suo legato ... è molto congestionato e grosso. Bisogna si curi subito. Non c'è tempo da perdere».
Toccò poi al banchiere: «Oh, oh! Le manca un polmone. Lei è stato dunque gravemente ammalato, alcuni anni fa? E poi, quello che le resta, non è tanto in buone condizioni. Scorgo li una grande caverna, certamente piena di bacilli di Koch. Sa che lei può rappresentare un pericolo permanente per la sua signora e per i suoi bambini? ».

Insomma, così fu per sei convitati che, secondo quel rabdomante, avevano tutte le malattie di cui può essere afflitta l'umanità, e ai quali non rimanevano che pochi mesi da vivere.
Quando vidi il rabdomante avvicinarsi al settimo convitato ebbi l'impressione assai netta che la piccola mossa del pendolo, lampeggiante nella sua mano, fosse la canna d'una browning con cui egli aveva abbattuto a una a una tutte le sue vittime.
C'erano anche delle donne; ma per pudore o discrezione, nessuna consentì a lasciarsi esaminare così pubblicamente dal rabdomante. Ciò non impedì, d'altra parte, a costui di dirmi all'orecchio: «Quella signora, che non ha voluto lasciarsi esaminare ha certamente un grosso fibroma canceroso! Me ne sono accertato a sua insaputa in grazia del mio pendolo».
Dopo aver fatto tutte quelle vittime, si volse verso di me, trionfante e minaccioso, brandendo il suo pendolo nella mia direzione e incominciando a dirmi: «Quanto a lei, lei ha ... ».
La mia reazione fu immediata. Gli saltai addosso e gli strappai dalle mani il pendolo che gettai a terra gridando: «Conosco lo stato della mia salute e non voglio che lei sciorini in pubblico malattie che io non ho».
Egli rimase sorpreso del mio gesto brusco e della mia osservazione, e con aria afflitta mi disse: «Veramente, signore, come amico della radiestesia, lei non è curioso?».
Feci un cenno al maestro di casa che trassi in disparte e gli dissi: «Questo rabdomante ha già fatto troppi danni, è ora di impedirgli che continui».
Egli, con discrezione, per farlo uscire colse il primo pretesto: una prospezione nel cortile per verificare se vi fossero fenditure terrestri sotto la casa.
Quando fu uscito, gettai uno sguardo su tutti i convitati: erano abbattuti, costernati, annichiliti. Nessuno riusciva a rimettersi dal colpo ricevuto. Io presi il tono scherzoso e mi misi a ridere. Ma il mio riso era fuori di posto, come in una cella mortuaria. Né io persistei meno a provare di rianimarli: «Come mai! Signori, spero che non crediate a tutto ciò che vi ha detto quel rabdomante». Ma parecchi scotevano la testa affermativamente: «Tutto ciò che ci ha detto è vero; egli ha assolutamente ragione: noi siamo malati e molto malati».

Incominciai allora a riparare col ragionamento ai danni considerevoli fatti dalle diagnosi del rabdomante: «Vediamo, Signori, io mi meraviglio che voi, pur essendo tutti radiestesisti, non abbiate già esercitato, in tal materia, il vostro spirito critico. Voi sapete che per fare una diagnosi esente da ogni causa di errore, bisogna che il soggetto sia esaminato completamente svestito o almeno ch'egli non abbia alcun oggetto nelle sue tasche.  Voi avete sicuramente nei vostri abiti diversi oggetti, cartoline postali, biglietti da visita, lettere ed altre carte che sono state toccate da un certo numero di persone. E, tra queste persone, può benissimo trovarsene una, e anche parecchie, che hanno quelle malattie che il rabdomante così generosamente vi ha attribuito».
«Infatti, - osservò uno dei convitati, - io ho in tasca la lettera d'un mio amico che è affetto d'una malattia ai reni e al fegato molto grave e il quale deve subire (com'egli mi scrive) un intervento chirurgico in questi giorni».
«Ebbene, non occorre altro: voi potete constatare che sono precisamente queste le malattie che il rabdomante ha trovato in voi. Inoltre, non è necessario neppure che voi abbiate addosso lettere od oggetti di persone ammalate. Basta semplicemente che abbiate in tasca un biglietto da 10 franchi che abbia già molto circolato e sia passato per le mani di parecchi ammalati. Voi che siete radiestesisti sapete bene che una semplice lettera o anche un semplice foglio di carta bianca toccato da un malato è sufficiente a permettere di scoprire ... tutte le malattie ch'egli ha. Poiché tutti voi avete in tasca cotesti biglietti di banca, non c'è da stupirsi se quel rabdomante così sensibile vi ha attribuito tutte queste malattie».
Raramente parole di conforto e di speranza ebbero un tale successo. Tutti si alzarono, come elettrizzati, gridando: «Ha ragione. Noi non siamo ammalati!».
Ed essi cominciarono a riprendere il loro spirito e a chiedere i liquori. E osservai che il "tubercoloso", il "canceroso", "l'ammalato alla prostata", festeggiavano la loro guarigione trincando bicchierini di cognac, di calvados, ecc.
Tuttavia, uno di essi non volle lasciarsi disingannare: «Ahimé! È vero. Sono perduto. So che la mia diagnosi è esatta, poichè da qualche tempo sento tutti questi disturbi. Sono ... rovinato». Infatti, seppi, tre mesi dopo, che quel pover'uomo era morto di uremia. Ma io non sono alieno dal credere che la sua morte sia dovuta in gran parte all'autosuggestione a rovescio del rabdomante.
Sono ancora persuaso che se io non fossi intervenuto a tempo, almeno la metà di quei disgraziati commensali, suggestionati com'erano, avrebbero potuto soccombere a quelle malattie immaginarie.
Appena il rabdomante risalì ed affermò dopo il suo esame che non c'erano fenditure terrestri nel cortile, io lo presi in disparte, mentre tutti gli altri convitati gli facevano il muso e gli voltavano le spalle. Lo trassi presso il vano d'una finestra e gli dissi: «Non so se lei si renda ben conto di quello che ha fatto. Lei afferma ai suoi soggetti, con una sicurezza assoluta e senza nessuna precauzione, che essi sono affetti da tutte le malattie di cui soffre l'umanità, credendo d'averle riconosciute per mezzo del pendolo. Ora, una di queste due cose è vera: o sono ammalati o no ...
- Ma io sono sicuro che sono ammalati ... - Se essi hanno tali malattie, lei non farà che aggravare il loro caso rivelando bruscamente lo stato in cui si trovano. E se non le hanno, lei arrischia di ucciderle con l'autosuggestione a rovescio.

«Scusi, scusi... ma il mio dovere è di dire subito tutta la verità. Poiché è qui che risiede la grandezza della radiestesia: noi possiamo scoprire fin dall'inizio tutte le malattie, molto prima che il medico possa diagnosticarle. Ed è in ciò che consiste la superiorità della diagnosi per mezzo della radiestesia. D'altra parte, noi radiestesisti siamo incoraggiati dalla Lega Contro il Cancro. Non ha visto tutta la pubblicità ch'essa fa nelle stazioni, nella metropolitana e in altri luoghi pubblici per cercare di scoprire fin dagli inizi il cancro che non è curabile se non è trattato a tempo. Per conseguenza è nostro dovere di rivelare immediatamente la verità ai malati di cancro».
«Non dico affatto che non si debba cercare di scoprire fin dall'inizio questa malattia, come le altre, del resto. Scoprendo il male fin dal suo primo insorgere si è tanto meglio armati contro questa terribile malattia. Quando il cancro non è che un focolare microscopico, ed è appunto mediante la radiestesia che si può scoprirlo allo stato embrionale, è possibile estirparlo ... con un semplice colpo di bisturi. Ma bisogna anche che il radiestesista, che può essere all'occorrenza di grande aiuto ai medici, prenda tutte le precauzioni possibili per rivelare al malato un'affezione cosi grave, com'è il cancro. Bisogna usare tatto e accortezza verso il paziente ed è soltanto il medico curante che ha il dovere di far ciò».
«Qualunque cosa sia, il mio dovere, in tutta coscienza, è di dire la verità, perchè il malato non si faccia illusioni e s'affretti a curarsi».
«Ma lei è ben sicuro di essere nel vero, perchè, in conclusione, lei ha trovato sulle sette persone or ora esaminate, quasi tutte le malattie che possono affliggere l'umanità, è proprio sicuro che la sua diagnosi col pendolo sia sempre esatta?»
«Ne sono sicuro, naturalmente, poichè la mia grande esperienza m'ha dimostrato che ben di rado sono caduto in errore ...»
«Mi dica, può lei scoprire le malattie mettendo solo il suo pendolo in vicinanza d'una lettera del malato o d'un semplice foglio di carta che questi ha toccato?»
«Ma certamente; è anche questa una mia grande specialità».
«Ebbene, adesso, io sono sicuro che lei poco fa qui si è ingannato. Perchè tutte quelle persone ch'ella ha esaminato portavano addosso oggetti, lettere e carte appartenute ad altri. Uno di questi pure, a cui lei ha attribuito un cancro al rene, m'ha mostrato una lettera d'un suo amico, il quale deve, senza indugio, entrare in una clinica per farsi operare precisamente di cancro al rene e al fegato. Lei vede che ha scoperto, in realtà, la malattia della persona di cui il suo soggetto aveva la lettera in tasca».
«In tal caso, confesso, io posso ingannarmi, ma ella converrà con me che un caso simile è eccezionale».
«Non tanto come crede, tuttavia; poichè se tutti non hanno nelle tasche la lettera d'un ammalato grave, ciascuno, all'incontro, ha nel suo portafogli uno o più biglietti di banca, e lei sa che questi biglietti, circolando moltissimo, sono passati per le mani di persone che possono essere state affette da ogni sorta di malattie. Essi dunque ne hanno conservato la "memoria", perciò lei ha dichiarato malate tutte queste persone in verità sanissime. Un buon consiglio: se vuol fare una diagnosi esatta, non esamini che soggetti svestiti o almeno dei soggetti che non abbiano nulla nelle tasche dei loro abiti».

«Le confesso, signore, che il suo ragionamento mi turba e mi sembra molto giusto. Non avevo ancora mai pensato a questa causa d'errore soprattutto riguardo al biglietto di banca che, passando per tante mani, porta infatti il germe di tutte le malattie».
«Io ho avuto l'occasione assai spesso di vedere ad operare l'abate Mermet. Ma debbo dire ch'egli non procede come lei e prende molte precauzioni prima d'annunziare la sua diagnosi».
Vedete amici come ogni uomo di scienza non deve mai aver timore di verificare le sue deduzioni e deve egli stesso diffidare delle conclusioni che gli sembrano le più logiche, se numerosi risultati sperimentali non sono venuti a confermarle.
Amici radiestesisti, quest'episodio deve mostrarvi quanto occorra essere prudenti nelle vostre diagnosi. Voi non sospettate che col vostro modo cosi poco conforme all'arte medica e anche brutale d'annunziare le malattie, vere o immaginarie, che trovate nei soggetti ingenui, i quali si prestano volentieri alle vostre investigazioni, arrischiate di autosuggestionarli e di provocare anche la loro morte dopo breve tempo.
Lasciate dunque quest'arte ai medici che hanno più di voi l'abitudine di parlare al malato e conoscono meglio la sua psicologia. E se voi persistete a volerla praticare, sia almeno in compagnia d'un medico, lasciando a lui la responsabilità di questo esame.
Ma, nonostante ciò che precede, rassicuratevi.
Non saranno né alcuni ciarlatani, né alcuni impostori poco scrupolosi, né gli errori dei veri rabdomanti in buona fede che potranno fermare la verità in marcia, e lo sviluppo di questa scienza importante che è la radiestesia, di cui ancora la Natura ci nasconde molti segreti.
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nota:
Frequency Analysis of the Lakhovsky Multiple Wave Oscillator (MWO) from 20 Hz to 20 GHz, by Toby Grotz & B. Hillstead, U.S. Psychotronics Association Annual Convention (Portland, OR, July 1983) - Spectral Analysis of the Lakhovsy Multiple Wave Oscillator: ... The MWO is a high voltage transformer. The traditional methods and the one used during this research consists of 12 Volt DC power supply amplified and set into oscillation with a Model T Ford spark plug operating at about 400 Hz. The Ford coil is a high voltage transformer with a relay in series with the primary. As soon as the 12 V DC is applied to the primary, a magnetic field is generated in the core pulling in the relay and interrupting power. The result is a series of high voltage spikes at the output of the transformer. The high voltage spikes are fed into a Tesla coil. Tuning is accomplished by varying the tension in the Ford coil relay and by adjusting the spark gap in the Tesla coil circuit. Local atmospheric conditions, primarily humidity temperature, affect the operation of the circuit and retuning is sometimes required. ...

The inductance of the Tesla coil in the MWO tested was measured with an Electro Scientific Industries Impedance Meter, Model No. 253 and was found to have a primary inductance of 14.6 uH and a secondary inductance of 3.1 mH. Exciting the primary with a sine wave from an Exact electronics model 504 function generator, and measuring the output with the Tektronikx Model 7313 storage scope and Heathkit Model IM 4100 frequency counter, the maximum output was found at 200 KHz. ...
Many methods of generating the high voltages required by the MWO may be devised. The Tesla coil kit sold by BNF Enterprises generates sufficient voltage but the frequency of operation is too high. A frequency of 55 KHz with a power consumption of 1 amp is generated when not arcing and in an idle mode. When an arc is drawn, the frequency lowers to a minimum of 250 KHz at an arc length of one inch, while the power supply current increases to 3 amps. The high voltage and frequency generated does not match the MWO Tesla coil and cannot be used to replace the Ford coil in the MWOs used in this study. If the output of this circuit is hooked directly to an antenna, there is sufficient voltage to produce arcing but the copper etching is burned off the antenna at arcing points due to the high frequency generated by the BNF circuit. A more viable solution to transistorized operation is in the following circuit. This will allow tuning the output frequency and the power level. It may even be feasible to build an MWO without having to hand wind the Tesla coil as described in the BSRF publication. ...
The electromagnetic radiations of the MWO were tested using computer controlled EMI-RFI equipment. Field strength was tested at 1 meter. The results of the tests from 16 KHz to 10 GHz are shown in the accompanying computer printouts.
The signal strength at 14 KHz was around 140 dB. At 25 MHz the signal had dropped to approximately 120 bB. A subject sitting between the pates would be exposed to a signal level about 10 times stronger than a local broadcast station a this frequency. Five runs of data were printed on top of each other. The plot shows that the MWO has a constant output. This was shown to be true over the entire measured spectrum.  The next run from 25 MHz to 200 MHz was conducted using two different antennas. The pyramid antenna was used along with an improved circular antenna with close ring spacing. The closer spacing on this antenna produces more arcs of a greater diameter. There was no significant difference in output between the two antennas. The hypothesis that the radiated energy was coming from within the MWO due to the spark gap was tested. Removing the antenna produced no noticeable change and was measured without an antenna attached to the MWO. The run from 1 GHz to 10 GHz was made with and without antenna. Again no difference in output was noted.
Conclusion: At a later date an analysis will be made from 20 Hz to 14 KHz and from 10 GHz to 20 GHz. The significance of the data recorded at this time can be seen not only in its constant high output of a large range in frequencies, but also in the radiated output without antennas. It may well be that the beneficial effects of MWO usage for various disease conditions is not due to radiation in the electromagnetic spectrum. The electric discharge of the spark gap may generate non-hertzian waves. Tom Bearden has suggested this possibility in describing Tesla's Colorado Springs experiments, and Preston Nichols described this possibility in his description of Marconi's trans-Atlantic broadcasts. Although the reference has not been verified at this time, it is suggested that Tesla considered his longevity and health to be due to frequent exposure to high voltage, high frequency electric discharges. This in effect can be duplicated by use of the Lakhovsky Multiple Wave Oscillator.

 

 

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