STATUTO

STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE CULTURALE NO PROFIT “GEA, ISTITUTO PER L’ANALISI GEOBIOFISICA E GEOBIOLOGICA DELL’AMBIENTE”
ASSEMBLEA 19 06 2010“…visto che nessuna associazione … potrà sussistere e rimanere unita, anzi si dissolverà e andrà a pezzi se non viene regolata da leggi e i membri di essa non siano disposti a rispettarle … luoghi e tempi di incontro dovranno essere concordati; dovranno essere stabiliti i criteri per ammettere ed espellere i membri; non si ometteranno inoltre le distinzioni tra le varie cariche e si decideranno le norme secondo cui si svolga ogni cosa. … Il diritto fondamentale e immutabile di ogni associazione spontanea consiste nel potere di rimuovere i suoi membri qualora trasgrediscano le regole dell’istituzione; non può tuttavia, indipendentemente da chi vi entri a far parte, esercitare alcun diritto di giurisdizione sopra coloro che non vi appartengono.”
John Locke, lettera sulla tolleranza, 1686

 STATUTO dell’Associazione senza scopo di lucro “GEA, istituto per l’analisi geobiofisica e geobiologica dell’ambiente”
approvato dall’assemblea straordinaria degli associati del 21/04/2018.

Art. 1. Comparto Normativo – Denominazione – Sede – Durata – Ambito di operatività
È costituita ai sensi degli artt. 14 e seguenti del Codice Civile l’Associazione denominata “GEA, istituto per l’analisi geobiofisica e geobiologica dell’ambiente”, dove il termine “geobiologia”, da cui deriva “analisi geobiologica”, è inteso dall’associazione nell’accezione datagli dal dott. Ernst Hartmann di geo-biologie, cioè “biologicità del terreno” in relazione alla compatibilità dei luoghi abitativi con una vita sana.



L’associazione ha la propria sede legale in Corso Francia 356/7, 10146 Torino. Il cambio di sede legale all’interno del Comune non comporta modifica statutaria. L’Associazione può istituire sedi secondarie locali, in tutta Italia.
L’associazione ha durata illimitata.
L’Associazione non ha scopo di lucro né diretto né indiretto e opera in ambito nazionale.
L’Associazione potrà richiedere il Riconoscimento Giuridico.

Art. 2. Fine istituzionale e attività:
L’associazione ha per fine istituzionale la divulgazione dell’Analisi Geobiofisica e Geobiologica dell’ambiente, e la ricerca nelle materie relative, compresa l’Elettrobiologia, con una modalità estranea alla produzione, alla vendita e al consiglio di oggetti o materiali per il riequilibrio ambientale o pseudo-schermanti (conosciuti come “schermature”) proposti per annullare o mitigare gli effetti dannosi delle zone di disturbo naturali.
Tale fine istituzionale sarà raggiunto, anche in collaborazione con altri enti o associazioni, tramite:
– l’organizzazione e la tenuta di corsi, laboratori, seminari, conferenze, tavole rotonde per la divulgazione e la formazione nelle materie dell’analisi geobiofisica e geobiologica, e dei campi elettromagnetici tecnologici, secondo la propria scuola di pensiero;
– la promozione e la produzione di ricerca scientifica (anche attraverso pubblicazioni) nelle materie dell’Analisi Geobiofisica e Geobiologica, e dell’Elettrobiologia, nel contesto della ricerca del benessere abitativo;
– l’applicazione diretta dell’Analisi Geobiofisica e Geobiologica dei luoghi per l’individuazione delle microzone di disturbo da evitare in funzione della prevenzione delle geopatologie per la determinazione di zone “neutre” nelle quali sia garantita l’assenza di “zone di disturbo” e in cui la permanenza non alteri lo stato di benessere psicofisico;
– l’istituzione e la tenuta di un Registro degli Esperti nelle materie dell’Analisi Geobiofisica e Geobiologica dell’ambiente.
– l’organizzazione di corsi di aggiornamento per professionisti attraverso i relativi Albi e Ordini Professionali;
– l’organizzazione di corsi di aggiornamento per insegnanti di scuole di ogni ordine e grado;
– l’organizzazione di attività di supporto alla didattica per gli allievi di scuole di ogni ordine e grado.
L’Associazione non può svolgere attività diverse da quelle sopraindicate ad eccezione di quelle strumentali o accessorie a quelle statutarie, in quanto integrative delle stesse.
L’associazione nel perseguire le sue finalità mantiene la più completa indipendenza da partiti politici, enti confessionali e aziende private o pubbliche.

Art. 3. Associati
Possono far parte dell’Associazione le persone che condividono gli scopi fissati dallo Statuto e vogliono dare il proprio contributo personale e/o finanziario al perseguimento degli stessi rispettando la modalità estranea alla produzione, alla vendita e al consiglio di oggetti o materiali per il riequilibrio ambientale o pseudo-schermanti dalle zone di disturbo naturali, propria dell’Associazione.

È espressamente esclusa la temporaneità della partecipazione alla vita associativa.
Chiunque voglia aderire all’associazione deve:
– presentare domanda scritta, sull’accettazione della quale decide il Consiglio Direttivo;
– contestualmente alla domanda, dichiarare di condividere lo Statuto e di accettarne le norme;
– dopo l’accettazione della domanda, versare la quota annuale fissata dal Consiglio Direttivo.
La mancata ammissione da parte del Consiglio Direttivo deve essere motivata.
3.1. Gli associati si distinguono in fondatori, ordinari, onorari:
– fondatori: sono coloro che hanno partecipato alla costituzione dell’associazione;
– ordinari: sono tutti quelli che sono ammessi successivamente alla costituzione dell’associazione;
– onorari: sono persone dichiarate tali dal Consiglio Direttivo per aver svolto attività significative per la vita dell’Associazione, o per particolari meriti nel campo di interesse dell’associazione.
3.2. Tutti gli associati maggiorenni in regola col versamento della quota associativa annuale hanno diritto a:
– partecipare a tutte le attività promosse dall’Associazione;
– partecipare alle Assemblee con diritto di voto attivo e passivo;
– candidarsi per ricoprire le cariche associative;
– votare per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti e per la nomina di tutti gli organi direttivi dell’Associazione.
3.3. Tutti gli associati hanno i seguenti doveri:
– osservare lo Statuto e le delibere assunte dagli organi sociali nel rispetto delle disposizioni statutarie;
– collaborare con gli organi sociali per la realizzazione delle attività volte a compiere il Fine Istituzionale dell’Associazione (art. 2);
– astenersi dall’intraprendere iniziative in contrasto con gli scopi dell’Associazione, in concorrenza con l’Associazione o che ledano l’immagine dell’Associazione;
– versare la quota associativa annuale con le modalità e nei termini fissati dal Consiglio Direttivo.

Art. 4. Perdita dello status di associato
Gli associati cessano di appartenere all’Associazione per recesso, decadenza, esclusione e per causa di morte.

L’associato può recedere in qualunque momento dall’Associazione; il recesso deve essere comunicato per iscritto al Consiglio Direttivo e ha effetto con lo scadere dell’anno in corso, purché sia fatto almeno 3 mesi prima.
L’associato decade con delibera del Consiglio Direttivo se, nonostante l’avviso scritto e la messa in mora, non provvede a mettersi in regola con il pagamento della quota associativa annuale nei termini indicatigli.
L’esclusione è deliberata invece dall’Assemblea per gravi motivi e previa contestazione degli stessi, con assegnazione di un termine di 30 giorni per la formulazione di eventuali controdeduzioni.
In particolare, l’esclusione può essere deliberata nel caso in cui l’associato:
– abbia danneggiato moralmente e/o materialmente l’Associazione;
– non abbia ottemperato alle disposizioni dello statuto, ai regolamenti interni o alle deliberazioni assunte dagli organi sociali.
L’associato può ricorrere all’autorità giudiziaria entro 6 mesi dal giorno in cui gli è stata notificata la deliberazione.
Gli associati che abbiano receduto, siano decaduti, siano stati esclusi o che comunque abbiano cessato di appartenere all’Associazione, non possono richiedere in giudizio i contributi versati e non hanno alcun diritto sul patrimonio dell’Associazione.

Art. 5. Organi sociali
Sono Organi dell’Associazione:

– l’Assemblea degli associati, ordinaria e straordinaria;
– il Consiglio Direttivo;
– il Presidente.
Le cariche associative sono ricoperte a titolo gratuito salvo il rimborso delle spese sostenute in nome e per conto dell’Associazione, preventivamente autorizzate, anche in via generale, dal Consiglio Direttivo e adeguatamente documentate, salvo quanto previsto dal D.P.R. 645/1994 e D.L. 239/1995 convertito dalla Legge 336/1995.
Tutti gli organi sociali sono liberamente eleggibili.

Art. 6. L’Assemblea degli associati
L’Assemblea è organo sovrano dell’associazione e momento fondamentale di confronto ed è composta da tutti gli associati maggiorenni in regola con il versamento della quota associativa annuale.

L’Assemblea, sia ordinaria che straordinaria, è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo o, in sua assenza, dal Vicepresidente o, in assenza di entrambi, dal membro più anziano del Consiglio Direttivo.
L’Assemblea deve essere convocata dal Presidente dell’Associazione con modalità tali da garantirne la conoscenza personale e diretta da parte degli associati.
Le convocazioni devono essere effettuate mediante:
– idoneo avviso individuale, contenente gli argomenti all’ordine del giorno, da inviarsi ai singoli associati almeno 15 giorni prima della data prevista per la riunione;
– idoneo avviso collettivo con la pubblicazione sul sito web dell’Associazione, contenente gli argomenti all’ordine del giorno, almeno 30 giorni prima della data prevista per la riunione.
L’Assemblea può riunirsi anche in un luogo diverso dalla sede associativa, purché in Italia, oppure può avvenire in via telematica, nel rispetto dei requisiti definiti dalle norme di legge, con tutti gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione.
Ogni associato può farsi rappresentare in Assemblea da altri associati, mediante delega scritta.
Gli associati non possono partecipare alla votazione su questioni concernenti i loro interessi e, comunque, in tutti i casi in cui vi sia un conflitto d’interessi.
I verbali di assemblea contenenti le deliberazioni adottate e i Rendiconti approvati o esaminati devono essere sottoscritti dal Segretario e dal Presidente, e portati a conoscenza degli associati con modalità idonee (nei casi di legge anche attraverso la pubblicazione e/o l’invio agli associati), anche se non intervenuti.
I verbali di cui sopra sono riportati a cura del segretario nel libro-verbali dell’Assemblea e conservati nella sede legale dell’associazione o presso il segretario.
Le deliberazioni adottate validamente dall’Assemblea obbligano tutti gli associati anche se assenti, dissenzienti o astenuti.
6.1. L’Assemblea ordinaria è convocata dal Presidente almeno una volta l’anno per l’approvazione dei rendiconti oppure quando almeno 1/10 degli associati ne ravvisino l’opportunità.
Nelle deliberazioni di approvazione del Rendiconto e in quelle che riguardano la loro responsabilità, gli amministratori non possono votare.
L’Assemblea ordinaria è validamente costituita:
in prima convocazione quando sia presente o rappresentata almeno la metà degli associati con diritto di voto;
in seconda convocazione, da effettuarsi dopo che siano trascorse almeno 24 ore dalla prima, è validamente costituita qualunque sia il numero degli associati con diritto di voto intervenuti o rappresentati.
Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono assunte col voto favorevole della maggioranza dei presenti.
L’Assemblea ordinaria indirizza tutta l’attività dell’Associazione e in particolare:
– approva le linee generali del programma di attività per l’anno sociale;
– approva il Rendiconto Economico Finanziario Annuale (R.E.F.A.) dell’anno precedente entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio finanziario ed eventualmente un Bilancio di Previsione per l’anno in corso;
– elegge i membri del Consiglio Direttivo e il Presidente;
– delibera i regolamenti e le loro modifiche;
– delibera su tutte le questioni attinenti la gestione dell’Associazione che il Consiglio Direttivo riterrà di sottoporle;
– delibera sull’esclusione degli associati;
– delibera la collaborazione con, o la partecipazione a: enti, società e altri organismi con finalità statutarie analoghe o strumentali per il raggiungimento degli scopi sociali;
– delibera su ogni altra questione a essa riservata dalla Legge o dallo Statuto;
– delibera le azioni di responsabilità contro gli amministratori per fatti da loro compiuti.
Qualora debbano essere affrontate specifiche problematiche possono partecipare all’Assemblea, senza diritto di voto, anche esperti esterni.
6.2. L’Assemblea straordinaria, da convocarsi con le stesse modalità previste per quella ordinaria salvo che con un’unica convocazione, delibera in ordine alle modifiche statutarie, allo scioglimento dell’Associazione e alla devoluzione del patrimonio che dovesse residuare, conclusa la fase di liquidazione.
Per le modifiche statutarie l’Assemblea Straordinaria è validamente costituita con la presenza dei 3/4 degli associati con diritto di voto e le deliberazioni sono assunte col voto favorevole della maggioranza dei presenti. Per deliberare lo scioglimento dell’Associazione per la validità della deliberazione vale invece quanto stabilito all’articolo 11 del presente Statuto.
Prima dell’inizio delle votazioni l’Assemblea decide il numero di Consiglieri del nuovo Consiglio Direttivo e il Presidente nomina uno scrutatore tra i presenti.

6.3. Le votazioni: normalmente il voto sui punti all’ordine del giorno è palese e avviene per alzata di mano.
Il voto per l’elezione del Presidente e dei Consiglieri è invece segreto e avviene tramite una scheda elettorale.
In caso di parità di voti per approvare o meno argomenti all’ordine del giorno prevale il voto del Presidente.
In caso di parità di voti ottenuti da candidati alla Presidenza o al Consiglio Direttivo si procede al sorteggio.
I nominativi degli eletti devono essere comunicati a tutti gli associati.

Art. 7. Consiglio Direttivo
Il Consiglio Direttivo è composto dal Presidente e da un numero di consiglieri non inferiore a due e non superiore a sei, eletti dall’Assemblea degli associati.
Il Consiglio Direttivo dura in carica 4 anni e i suoi membri sono rieleggibili.
Le eventuali dimissioni da Presidente o Consigliere vanno rassegnate in forma scritta e motivata.
Possono farne parte esclusivamente gli associati maggiorenni in regola con il pagamento della quota associativa.
Nel caso in cui, per dimissioni o altra causa, uno o più membri del Consiglio vengano a mancare, il Consiglio Direttivo può provvedere alla loro sostituzione nominando i primi dei non eletti, e i nuovi nominati rimangono in carica fino allo scadere dell’intero Consiglio.
Alla scadenza naturale o nel caso in cui venga meno il Presidente o oltre la metà dei consiglieri, l’Assemblea deve provvedere alla nomina del nuovo Consiglio entro il termine massimo di 4 mesi.
I membri del Consiglio Direttivo che, senza giustificato motivo, non intervengano per tre sedute consecutive alle riunioni del Consiglio, sono considerati decaduti con pronuncia del Consiglio.
Il Consiglio Direttivo è organo esecutivo ed è dotato di tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione che non spettino all’Assemblea, nei limiti di quanto stabilito annualmente dalla stessa.
Il Consiglio Direttivo ha i seguenti compiti:
– curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea;
– redigere i programmi delle attività istituzionali previste dallo Statuto sulla base delle linee approvate dall’Assemblea;
– redigere i rendiconti da sottoporre all’Assemblea per l’approvazione;
– deliberare sulle domande di nuove adesioni all’associazione;
– pronunciare la decadenza del membro del Consiglio Direttivo che, senza giustificato motivo, non intervenga a 3 sedute consecutive;
– fissare la quota di adesione all’Associazione, che è anche la quota associativa annuale, e gli altri corrispettivi specifici che si rendano necessari.
– deliberare la data delle elezioni associative e renderla pubblica.
Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente; in caso di sua assenza dal Vicepresidente e, in assenza di entrambi, dal Consigliere più anziano.
Il Consiglio è convocato ogni qualvolta il Presidente lo ritenga opportuno o quando almeno 1/3 dei consiglieri ne faccia richiesta.
Il Consiglio Direttivo assume validamente le proprie deliberazioni con la presenza della maggioranza dei suoi membri e il voto favorevole della maggioranza dei membri presenti, ai quali spetta un solo voto. In caso di parità prevale il voto del Presidente.
In seno al Consiglio non è ammessa delega.
Il Consiglio Direttivo può riunirsi anche in un luogo diverso dalla sede legale, oppure la riunione può avvenire in via telematica, nel rispetto dei requisiti definiti dalle norme di legge, con tutti gli strumenti che la tecnologia mette a disposizione.
Di ogni seduta del Consiglio Direttivo deve essere redatto verbale dal Segretario che lo deve firmare unitamente al Presidente; i verbali sono riportati dal Segretario nel libro-verbali del Consiglio Direttivo e conservati nella sede legale dell’associazione o presso il segretario.
7.1. Le cariche sociali che devono essere istituite dal Presidente nel Consiglio Direttivo sono le seguenti:
Il Vice Presidente
– fa le veci del Presidente in sua assenza;
– è responsabile del Registro degli Esperti e del rispetto delle regole deontologiche stabilite dall’associazione da parte degli associati presenti nel Registro.
Il Segretario
ha il compito di redigere i verbali del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea degli associati, di riportarli nei relativi Libri-Verbali, e di tenere aggiornato l’elenco degli associati. Amministra inoltre la gestione finanziaria dell’Associazione per cui:
– presenta il Rendiconto Economico Finanziario Annuale (R.E.F.A.) all’approvazione del Consiglio Direttivo;
– svolge tutte le ulteriori mansioni inerenti alla gestione contabile.

Art. 8. Il Presidente

Il Presidente dell’associazione è anche il Presidente del Consiglio Direttivo e gli è attribuita la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi e in giudizio. È eletto dall’Assemblea degli associati. Le modalità delle votazioni sono le stesse di quelle per il Consiglio Direttivo.

Ha il compito di presiedere l’Assemblea degli associati e il Consiglio Direttivo, coordinandone i lavori.
In sua assenza o impedimento il Presidente viene sostituito dal Vice Presidente.
Il Presidente cura l’attuazione delle deliberazioni dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo, coordina le attività dell’Associazione, ha i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione.
In caso di necessità e urgenza il Presidente può esercitare i poteri del Consiglio Direttivo e adottare provvedimenti riferendone tempestivamente allo stesso, e in ogni caso nella riunione immediatamente successiva, per la ratifica.
Il Presidente nomina all’interno del Consiglio Direttivo il Vice Presidente e il Segretario; può attribuire ulteriori incarichi ai rimanenti Consiglieri.
Convoca il Consiglio Direttivo ogniqualvolta lo ritiene necessario dandone avviso ai Consiglieri almeno 15 giorni prima.

Art. 9. Patrimonio dell’Associazione
Il patrimonio dell’Associazione è indivisibile ed è costituito:
– da eventuali beni immobili, mobili registrati e mobili che diverranno di proprietà dell’Associazione o che potranno essere acquistati e/o acquisiti da lasciti e donazioni;
– da contributi, erogazioni, lasciti e donazioni di enti e soggetti pubblici e privati;
– da eventuali fondi di riserva o di accantonamento costituiti con gli avanzi di gestione delle annualità precedenti allo scopo di compiere le proprie finalità istituzionali dirette o indirette.

Art. 10. Risorse economiche e Rendiconto Economico Finanziario Annuale
10.1. le risorse economiche dell’associazione sono costituite da:

– quote e contributi degli associati;
– eredità, donazioni e legati;
– contributi dello Stato, delle regioni, di enti locali, di enti o di istituzioni pubbliche, di organizzazioni no profit, anche finalizzati al sostegno di specifici e documentati programmi realizzati nell’ambito dei fini statutari;
– contributi dell’Unione Europea e di altri organismi internazionali;
– proventi delle cessioni di beni e servizi agli associati o ai partecipanti in conformità alle finalità istituzionali derivanti dal pagamento di corrispettivi specifici (compresi i contributi e le quote supplementari determinati in funzione delle maggiori o diverse prestazioni alle quali danno diritto) attuati dall’Associazione senza specifica organizzazione e senza che il valore dei corrispettivi ecceda i costi di diretta imputazione;
– erogazioni liberali degli associati e dei terzi;
– entrate derivanti da iniziative di raccolte fondi;
– altre entrate compatibili previste dalle normative che regolano gli Enti Non Commerciali italiani.
Ogni quota o contributo associativo è intrasmissibile e non rivalutabile ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte.
L’Associazione ha il divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’Associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposte dalla legge.
Tutte le entrate, ed eventuali avanzi di gestione, sono destinate esclusivamente alla realizzazione delle finalità dell’Associazione.
10.2. Rendiconto Economico Finanziario Annuale (R.E.F.A.)
L’esercizio sociale dell’Associazione ha inizio il 1° gennaio e termina il 31 dicembre di ciascun anno.
Il Consiglio Direttivo redige il R.E.F.A. dal quale devono risultare i beni, i contributi o i lasciti ricevuti e le spese effettuate, e lo sottopone all’approvazione dell’Assemblea degli associati entro 4 mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale.
Il Consiglio Direttivo redige, se richiesto dalle norme di legge, dagli associati o da Enti Pubblici per la partecipazione a gare, bandi, concorsi e simili, anche un Bilancio Preventivo con le previsioni di entrata e di spesa e lo sottopone all’approvazione dell’Assemblea degli Associati entro 4 mesi dall’inizio del nuovo esercizio sociale.

Art. 11. Liquidazione e devoluzione del patrimonio
Lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio sono disposti con deliberazione dell’Assemblea Straordinaria approvata con il voto favorevole di almeno 3/4 degli associati con diritto di voto.

L’eventuale patrimonio residuo, ultimata la procedura di liquidazione effettuata secondo quanto stabilito dalle disposizioni di attuazione del Codice Civile, sarà devoluto ad altri Enti aventi finalità uguali o analoghe, sentito (se costituito) l’organismo di controllo di cui all’articolo 3, comma 190, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, e salvo diversa destinazione imposta dalla legge.

Art. 12. Disposizioni finali
Per tutto quanto non espressamente previsto dal presente Statuto valgono le norme e i principi del Codice Civile e i principi generali dell’ordinamento giuridico.

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